Le carceri sono un’emergenza sociale. Non riescono a rieducare i condannati come prescrive la Costituzione e anzi, spesso sono luoghi di disperazione. Sale il numero di suicidi, crescono aggressioni e violenze dietro le sbarre; tra i reclusi si diffondono disturbi psichici e dipendenze da alcol e droga. Mancano agenti ed educatori. Le giornate in cella non passano mai: niente lavoro, le attività ludiche, sportive, culturali e di istruzione sono insufficienti e quindi rabbia, dolore e solitudine aumentano, fino a far precipitare nel baratro i più vulnerabili.
Questi fenomeni ci interrogano come società civile, ma anche come comunità cristiana. Il giornalista di “Avvenire” Fulvio Fulvi (“Avvenire” è l’unico quotidiano diffuso in carcere!) racconta testimonianze di carcerati. È un richiamo alla fraternità: sono persone, non “bestie”.
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