LA CHIESA SANT’ANTONIO MARIA ZACCARIA DI MILANO
Chi, per la prima volta, visita la chiesa di S. Antonio Maria Zaccaria (la “SAMZ”) può
rimanere un po’ disorientato per la sobrietà della stessa.
La chiesa, in posizione elevata rispetto al livello della strada (la struttura in cemento
armato poggia su pilotis che svuotano parzialmente il piano terra) è però uno dei più chiari
esempi di architettura moderna Razionalista applicata a edifici religiosi, caratterizzato da
forme semplici e imponenti. Il progetto della chiesa risale al periodo 1966-1968 (la posa
della prima pietra è dell’ottobre 1966), per opera dell’architetto Vittorio Gandolfi, uno dei
massimi esponenti del Razionalismo Italiano, allievo di Giovanni Muzio, altro importante
architetto “legato” alle chiese della nostra Comunità Pastorale.
L’uso dei materiali “a vista” è una scelta costruttiva precisa. Le colonne in cemento armato
con i segni dei casseri, l’intonacatura disadorna, i mattoni in evidenza e i materiali
utilizzati, sostanzialmente poveri (assenza di marmi …), hanno lo scopo di privare la
persona che entra in chiesa di qualsiasi distrazione artistica, invitandola a concentrarsi
sugli spazi che sottolineano l’importanza dei vari momenti liturgici. Un altare sopraelevato,
collocato in uno spazio ampio e luminoso (grazie al grande tiburio esagonale), un fonte
battesimale che originariamente precedeva l’aula della chiesa, un altare sobrio dedicato
alla Madonna (anche questo illuminato da un’apertura geometrica esagonale a pozzo),
uno spazio per il coro ben individuato, conferiscono alla chiesa un’impressione appunto di
“razionalità”, dove ogni cosa è al posto giusto.
La sensazione di spazio, favorita dalla luminosità e dalla scelta architettonica delle navate
asimmetriche è completata dall’ampia tettoia esterna, in facciata, un unicum rispetto alle
altre chiese della nostra Comunità Pastorale. Le “due falde” della copertura (rifatto il manto
nel 1995), pur nella loro semplicità, s’intersecano e danno vita a un originale rosone
esagonale perfettamente integrato nello stile della costruzione, motivo ripetuto anche, a
scala inferiore, in corrispondenza delle due quinte che schermano gli ingressi laterali.
L'architrave del portone principale rivestito di mattoni a vista rappresenta l'unico elemento
che si discosta dal semplice piano intonacato della facciata.
L’ampio spazio protetto esterno alla chiesa è naturalmente figlio del periodo progettuale e
costruttivo che puntava a offrire spazi dove, al riparo, le persone potevano stare insieme
anche dopo le celebrazioni.
La Chiesa è stata poi nel corso degli anni abbellita con arredi e, soprattutto, opere d’arte
che ne hanno addolcito l’aspetto e valorizzato il senso religioso. Ma di questo parleremo in
seguito.
L' Arte - 1° puntata
Scritto il 19/01/2026