«Monumentale, fredda, storica e spirituale»: così Federico e Anna, due ragazzi del gruppo G1 della nostra Comunità, hanno descritto Torino dopo le prime ore di esplorazione della città.
Come ogni anno, la nostra comunità ha proposto un viaggio ai propri giovani, un’opportunità per vivere un’esperienza di profonda spiritualità, fraternità e cultura nella città di Torino. Dal 28 al 30 dicembre, oltre 50 ragazzi accompagnati da don Claudio e dagli educatori hanno avuto l’opportunità di scoprire l’ex capitale sabauda, città di rilevante importanza storica ma anche luogo ospite di diversi santi sociali, come don Bosco, Cottolengo e Frassati.
Questa proposta si distingue dalle vacanze estive perché è aperta a tutti i gruppi giovanili a partire dalla prima superiore, permettendo a ragazzi di diverse età di partecipare e condividere la stessa esperienza.
Mattia, Andrea e Niccolò, tre ragazzi di 14 anni e tra i più giovani partecipanti all’esperienza, hanno condiviso la loro gioia per aver vissuto questi giorni. Non è la loro prima vacanza oratoriana, ma hanno trovato questa proposta diversa e più bella delle precedenti, apprezzando in particolare la maggiore indipendenza sperimentata tra tempo libero e gestione autonoma delle camere.
Durante il soggiorno abbiamo esplorato la città conoscendola attraverso alcuni racconti degli educatori. Tra le varie cose, abbiamo visitato la Porta Palatina, una delle porte romane meglio conservate (risalente al I secolo a.C.), e l' ospedale Cottolengo, fondato nell’Ottocento da San Giuseppe Benedetto Cottolengo per accogliere i più bisognosi, rendendo quello che prima era un piccolo ricovero una vera e propria “città nella città” situata nel quartiere Valdocco.
Il 29 abbiamo conosciuto il Sermig (Servizio Missionario Giovani), assistendo alla testimonianza di Nicole, giovane ragazza residente all’Arsenale della Pace, nel difficile quartiere di Porta Palazzo. Qui ci ha raccontato dell’Arsenale e del suo fondatore Ernesto Olivero, che assieme a moltissimi volontari è riuscito a far evolvere il proprio progetto di carità in un’importante iniziativa internazionale per l’aiuto umanitario in contesti complicati.
Chiara, giovane di terza superiore e parte del gruppo Ado, a proposito della visita all’Arsenale, ha detto: «Ho fatto la tesina di terza media sui diritti negati ai bambini. Sapere di visitare il Sermig è stato il motivo per cui sono stata convinta a partecipare all’esperienza».
Nel pomeriggio con i ragazzi abbiamo visitato il Museo della Sindone, dove è custodita una delle reliquie più celebri della cristianità, il lenzuolo di lino che, secondo la tradizione, avvolse il corpo di Gesù nel sepolcro.
La sera noi educatori abbiamo proposto il tradizionale gioco della Caccia ai luoghi della città dove i ragazzi, divisi in squadre, si sono mossi alla ricerca di posti iconici o simboli caratteristici, con l’obiettivo di scattarsi un selfie nel luogo stabilito. Complimenti ancora alla squadra vincitrice dei Toretti.
L’ultima giornata nel capoluogo piemontese abbiamo conosciuto San Pier Giorgio Frassati, recentemente canonizzato da Papa Leone XIV. Giovane benestante cristiano vicino ai poveri, fu stroncato negli anni ’20 del secolo scorso da poliomielite fulminante, a soli 24 anni. Guidati da due volontari dell’Azione Cattolica, abbiamo conosciuto alcuni luoghi chiave della sua formazione e della sua preghiera.
Il pomeriggio dell’ultima giornata si è concluso con la visita alla Villa della Regina, una residenza storica dei Savoia in uso tra il Seicento e l’Ottocento, che offre una splendida vista sulla città.
Ringraziamo tutti i partecipanti al ritiro invernale e i genitori per la fiducia nelle proposte della Pastorale. Grazie anche a don Claudio, a tutti gli educatori e a coloro che hanno contribuito all’organizzazione del viaggio.
Lorenzo Presti