«Assistere a queste morti ci pone in un confronto dirompente con il senso della vita, con le domande ultime, con quel controsenso infinito tra la forza e la vitalità proprie della giovi nezza e la morte e con quel senso di ingiustizia che è insito nello spirare degli innocenti. E allora che dire? Forse è proprio questo quello che ci tormenta: dobbiamo dire qualcosa, elaborare, commentare. Anche noi che ci annoveriamo tra i credenti vorremmo avere una risposta, una parola, un consiglio almeno. Ma quale?» Leggete il seguito dell’articolo di Cristina Vonzun sul sito della Chiesa Cattolica svizzera:
Crans Montana, noi e il grido muto di una generazione di giovani · CATT