I NOSTRI VENERDÌ AI PIEDI DELLA CROCE
Il percorso della Quaresima è caratterizzato via via dalle giornate dei Venerdì: nelle
celebrazioni della Croce ricorderemo la morte di Gesù. Mi piace pensare a questi Venerdì come un invito a metterci ai piedi della Croce.
Ma cosa si racconta nei Vangeli? Chi troviamo ai piedi della Croce? Anzitutto troviamo un pagano, il centurione romano, che vedendo morire Gesù fa la sua professione di fede riconoscendolo come figlio di Dio. Poi troviamo le donne che alla fine se ne tornano a casa battendosi il petto. Infine troviamo Gesù stesso, che affida al discepolo amato sua madre.
Cosa potrebbe succedere a noi?
Noi come il Centurione
Forse anche noi come il centurione potremmo riconoscere nel crocifisso il volto di Dio,
che è il volto dell’amore.
Noi come le donne
Anche noi, ai piedi della croce, potremmo scoprire e sentire tutto l’amore che Dio ha per ciascuno di noi: per questo, poi, come le donne del Vangelo, potremmo andarcene
battendoci il petto… ovvero potremmo cercare di convertire il nostro cuore. Il gesto del battersi il petto è il gesto di chi si strappa il cuore di pietra per chiedere, e attendere, un cuore nuovo: un cuore come quello di Gesù.
Noi e Maria
Infine ai piedi della croce ci viene affidata Maria. Cosa vuol dire per un discepolo
accogliere Maria nella propria vita? Credo così: pregare Maria, chiederle di pregare per noi peccatori, significa chiedere a Maria che ci aiuti a custodire la fede, a stare dentro le questioni della vita con fede.
In questo senso accogliere Maria significa, anche, intercedere perché nessuno dei nostri fratelli e sorelle perda la fede nei passaggi dolorosi della vita.
Pregare ai piedi della Croce
Mettiamoci, nei Venerdì di Quaresima, ai piedi della croce. Fermiamoci lì, per ringraziare per l’amore che Dio ha per noi. Chiediamo al Crocifisso di convertire il nostro cuore, chiediamogli di custodire la nostra fede e quella dei fratelli e delle sorelle che sono nella prova.