Editoriale del 19.04.2026



 

IL PAPA: GESÙ «RE DELLA PACE»

L’attacco esplicito del presidente americano al papa ci fa molto pensare, soprattutto per il motivo che ha mosso questa critica: il Papa aveva parlato in nome della pace. Nell’omelia pronunciata in Piazza S. Pietro la Domenica delle Palme, Leone aveva detto: «Guardiamo a Gesù che si presenta come Re della pace, mentre attorno a Lui si sta preparando la guerra. Lui, che rimane fermo nella mitezza, mentre gli altri si agitano nella violenza. Lui, che si offre come una carezza per l’umanità, mentre altri impugnano spade e bastoni. Come Re della pace, quando uno dei suoi discepoli estrae la spada per difenderlo e colpisce il servo del sommo sacerdote, Egli subito lo ferma dicendo: ‘Rimetti la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che prendono la spada, di spada moriranno’. Gesù non si è armato, non si è difeso, non ha combattuto nessuna guerra. Ha manifestato il volto mite di Dio, che sempre rifiuta la violenza, e invece di salvare sé stesso si è lasciato inchiodare alla croce, per abbracciare tutte le croci piantate in ogni tempo e luogo nella storia dell’umanità. Fratelli, sorelle, questo è il nostro Dio: Gesù, Re della pace».

POTERE POLITICO E VOCE MORALE
Qualche giorno dopo sono venute le parole del presidente Trump contro il Papa. «È debole, senza di me non sarebbe in Vaticano... debole sul fronte della criminalità e pessimo in politica estera».
Parole che il nostro arcivescovo mons. Delpini ha così commentato: «Mi dispiace per il popolo americano che deve vergognarsi del suo presidente». Per capire ciò che sta avvenendo, ci aiuta l’analisi di p. Antonio Spadaro, gesuita, sottosegreta-
rio del Dicastero vaticano per la cultura e l’educazione. «Quando il potere politico si accanisce contro una voce morale, significa che è impotente: non riesce a contenerla». Fin dal primo giorno, affacciandosi dalla loggia delle benedizioni, il Papa
aveva invocato una “pace disarmata e disarmante”. La logica del papa è il rifiuto dell’idolatria di sé e del denaro, l’esibizione della forza, il delirio di onnipotenza.


IL MONDO HA BISOGNO DEL VANGELO
Una voce morale, che parla la lingua della pace, della responsabilità morale, del giudizio che viene da fuori. Questo era il senso delle parole di papa Leone, sull’aereo che lo portava in Algeria: «Non ho paura dell’amministrazione Trump né di annunciare apertamente il messaggio del Vangelo, che è ciò che credo di dover fare, ciò che la Chiesa è chiamata a fare. Non siamo politici, non vogliamo occuparci di politica estera, come la chiama lui. Ma credo che il messaggio del Vangelo – ‘Beati i costruttori di pace’ – sia un messaggio che il mondo ha bisogno di ascoltare oggi».                           

don Davide