«Se chiedete a tutti i bambini: cosa vuoi diventare? Vi diranno: un ingegnere, un avvocato, un presidente, un papa vi diranno, un prete vi diranno. Ma… un uomo?
Mia madre non mi ha messo al mondo per diventare un ingegnere – con tutto il rispetto perché le scienze e le professioni sono sacre – mi ha messo al mondo perché io diventi un uomo. E l’uomo è questa costruzione di cui non si vede mai la cupola; e l’uomo è una infinita possibilità sia di bene e sia di male. Vedete se vi entusiasmate, vi entusiasmate solo là dove compare questo segno.
Ecco, allora diciamo: guarda! E questo è il vero contenuto del Natale: Dio che si fa uomo».
Ho tratto questo pensiero da un’omelia di p. David Maria Turoldo e mi pare che può introdurci bene a questa solennità del Natale. Vorrei che guardassimo a Gesù bambino come non solo colui che viene a rivelarci il volto di Dio; Gesù ci rivela anche il volto dell’uomo, di ogni uomo e di ogni donna.
Quando Dio sogna l’uomo, lo sogna con un’umanità come quella di Gesù. Credo che oggi la domanda che dovrebbe nascere nel nostro cuore è: dove sta andando l’umanità? Quale uomo, quale donna vogliamo? Che umanità stiamo costruendo?
Natale dovrebbe ricordarci che quando Dio sogna uomini e donne, li sogna con un’umanità come quella di Gesù di Nazareth.
Dio si fa uomo per parlarci e indicarci una strada su come interpretare la vita: ha scelto di farsi uomo per farsi comprendere da tutti noi. Si è incarnato perché ha voluto assumere lo stesso nostro linguaggio: solo così potevamo comprenderLo. Affinché ciascuno di noi potesse capirLo, per questo Dio ha scelto la stessa grammatica nostra, per farci capire chi è Dio e perché anche noi possiamo andare verso un’umanità così come Dio l’ha sognata.
«Vieni sempre, Gesù. E vieni per conto tuo, vieni perché vuoi venire. È così la legge dell’amore. E vieni non solo là dove fiorisce ancora un’umanità silenziosa e desolata, dove ci sono ancora bimbi che nascono; dove non si ammazza e non si esclude nessuno, pur nel poco che uno possiede, e insieme si divide il pane» (p. Turoldo).
Così sia. Buon Natale a tutti!
don Davide