Editoriale del 25.01.2026



48ª GIORNATA NAZIONALE PER LA VITA 

Domenica prossima, 1° febbraio 2026, celebreremo la Giornata Nazionale per la Vita, che quest’anno mette al centro il tema “Prima i bambini!”. Vi propongo alcuni passaggi del Messaggio dei Vescovi italiani, perché merita di essere conosciuto e gustato. Ricordo che nel prossimo fine settimana, dopo le S. Messe di sabato 31 gennaio e domenica 1° febbraio, all’esterno delle nostre chiese troverete il tradizionale banchetto delle Primule, per sostenere il C.A.V. Mangiagalli (Centro Aiuto alla Vita).  Grazie al sostegno di molti, questa associazione nel 2025 ha aiutato 1.283 mamme. Più in generale, dal 1984 ha aiutato a nascere 27.020 bimbi (dato aggiornato al 20.1.2026). Non sono solo numeri. Sono vite umane, mamme e bambini accolti con amore e speranza.

Don Davide

 

PRIMA I BAMBINI! Guardatevi dal disprezzare qualcuno di questi piccoli; perché io vi dico che i loro angeli in cielo vedono continuamente la faccia del Padre mio. (Mt 18,10) Lasciarsi amare e servire con semplicità, riconoscersi dipendenti senza imbarazzo, attribuire primaria importanza alle leggi del cuore, desiderare il bene… Sono alcune delle lezioni che i bambini danno agli adulti e che Gesù presenta come condizioni per accogliere la novità del Vangelo: “In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli” (Mt 18, 3). Essi, dunque, non vanno mai disprezzati, scartati, subordinati perché proprio di loro il Creatore ha particolare cura. I bambini sono quelli che vanno prima di tutto accolti e protetti, insieme alla loro famiglia, in modo che possano crescere quanto più liberi e felici.  Ciononostante, le vite dei bambini vengono molto spesso asservite agli interessi dei grandi. Pensiamo ai tanti, troppi, bambini “vittime collaterali” delle guerre degli adulti; ai bambini-soldato, ai bambini “fabbricati” in laboratorio per soddisfare i desideri degli adulti; ai bambini implicati nei casi di separazione e divorzio dei propri genitori, a volte usati come strumenti di rivalsa sull’ex-coniuge; pensiamo ai bambini fatti oggetto di attenzioni sessuali o alle bambine date precocemente in sposa, spesso a uomini assai più grandi di loro. Pensiamo ai bambini-lavoratori, privati dell’infanzia ai bambini rapiti o dati indiscriminatamente in adozione nelle tristi operazioni di pulizia etnica; pensiamo ai bambini coinvolti nelle violenze domestiche, ai bambini costretti – non di rado da soli – a migrazioni faticose e pericolose, con esiti a volte mortali. Pensiamo ai bambini maltrattati o abbandonati a loro stessi da genitori o educatori cui poco interessa il loro vero bene. In questi casi l’interesse che prevale è quello dell’adulto, cioè del più forte.  La pace, la libertà, la democrazia, la solidarietà non possono che iniziare dai più piccoli. Dove una società smarrisce il senso della generatività, servendosi dei figli invece di servirli e donare loro la vita, si imbarbarisce.  Facciamoci un serio esame di coscienza, basato sul punto di vista dei piccoli nelle questioni che li riguardano (dal nascere, al crescere, all’essere felici…). Chiediamo ai bambini – una volta tanto – come vorrebbero che andassero le cose.                           

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