Editoriale del 05.04.2026



IL SILENZIO E LA PAROLA:  RIFLESSIONE DI PASQUA
Per questa Pasqua prendo a prestito una riflessione di don Paolo Alliata (“Il
silenzio e la Parola” su “Vita e Pensiero” di marzo).
Gesù, interrogato da Pilato nel pretorio, «non risponde neanche una
parola».
Come già Ezechiele nei tempi antichi, anche Gesù diventa un profeta
che parla con il silenzio. Tace perché sa che parlare non serve più, ha di fronte
cuori impermeabili: i membri del sinedrio, Pilato, Erode. Il tempo della semina di
parole è finito: ora è lui stesso il seme destinato alla terra.
Parole nella notte
Ma nella sua notte non sta sempre zitto. Poco prima aveva cantato con i suoi
amici, i discepoli. Finita l’Ultima cena, aveva intonato la sua fede nel Padre,
cantando “il grande Hallel”, il salmo 118, che si conclude così: «Rendete grazie al
Signore, perché è buono, perché il suo amore è per sempre».

Gesù sapeva di vivere le sue ultime ore. Ai suoi amici dice: io non sono per
sempre, io sto per morire, ma l’amore del Padre mio è affidabile e rimane. Lo dice
con le parole di quel Salmo sacro a Israele:
«Mia forza e mio canto è il Signore,
egli è stato la mia salvezza. […]

Non morirò, ma resterò in vita
e annuncerò le opere del Signore».
Era quella la sua casa interiore. «Il Suo amore è per sempre». Con questa fede
Gesù ha attraversato le ore del processo, della tortura, della crocifissione. “Potete
torturare questo corpo, ma non l’amore che lo abita”.
La pietra non ha tenuto, le parole dell’Amore sono risorte
Poi il corpo di Gesù è stato deposto nella tomba, irrigidito nel rigore della morte.
Ma rimane caldo di queste parole incandescenti. La fede nell’amore che è per
sempre, non lascia a lungo senza vita colui che ne ha fatto la propria casa.
Il destino del fuoco è di trovare la via del cielo.
La potenza della Parola che ha messo radici in Gesù – “Il Suo amore è per
sempre” – non può essere contenuta. «Ed ecco, vi fu un gran terremoto. Un
angelo del Signore, infatti, sceso dal cielo, si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a
sedere su di essa. […]
“Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto,
infatti, come aveva detto”» (Mt 28,2.5-6a).

L’aveva detto! La sua Parola era piena di quel respiro di potenza, perché si era
consegnato all’Amore che è per sempre.
Non puoi trattenerlo. «Schianterà / la pietra che lo tiene».
La pietra non ha tenuto: le parole dell’Amore sono risorte, trascinando con
sé l’Uomo che ne aveva fatto il suo nido.
Buona Pasqua a tutti!

don Davide (grazie a don Paolo Alliata)