Editoriale del 12.04.2026



PENSIERI DI DOPO PASQUA

Il canottaggio: guardare indietro per andare avanti

L’altra sera ho guardato un film: “Erano ragazzi in barca” di George Clooney: raccontava la vera storia della squadra di canottaggio dell'Università di Washington che supera ogni avversità fino a vincere l'oro alle Olimpiadi di Berlino 1936. Il canottaggio è uno sport in cui si va avanti guardando indietro; e man mano che si va avanti, ci si allontana da dove si è partiti. La cosa mi ha colpito. Ho pensato alla nostra Comunità pastorale come una gara di canottaggio: un “quattro senza” dove si rema in quattro e si va avanti tenendo lo sguardo rivolto indietro. La storia ci può insegnare qualcosa sul futuro. Ma man mano che si va avanti, si prendono le distanze da quella storia, perché se ne sta scrivendo una nuova. 

Quattro sorelle, non un “parrocchione” unico

Lo abbiamo detto tante volte: una comunità pastorale deve essere una “convivialità delle differenze” e non l’uniformità delle parrocchie. Sarebbe sbagliato andare verso un parrocchione unico: altrimenti non usciremo mai dal modello di Chiesa che fin qui ci ha accompagnato, un modello che risale al Concilio di Trento. L’immagine che fin dall’inizio ha accompagnato la convivialità delle differenze è quella delle quattro sorelle: stessa famiglia ma tutte diverse. Abbiamo iniziato dandoci appuntamenti comunitari di preghiera. Siamo partiti pregando insieme: i ritiri spirituali, le veglie di preghiera, le celebrazioni penitenziali, le celebrazioni della Croce dei Venerdì di quaresima. Solo dopo due anni abbiamo fatto partire il Consiglio pastorale unitario e lo strumento della Diaconia, insieme agli appuntamenti delle assemblee parrocchiali. Questi appuntamenti comuni sono un po’ dei raduni di famiglia, in cui le quattro Sorelle convergono.

Conoscerci anche mediante la App

Nelle prime assemblee parrocchiali è emerso il bisogno di conoscerci. Lì ha messo radici la proposta del pellegrinaggio giubilare a Roma e quello ad Assisi a ottobre 2026. Sempre per conoscerci, abbiamo poi creato una App della comunità pastorale come strumento per far conoscere che cosa accade in ogni parrocchia e quali sono gli appuntamenti della Comunità pastorale. A oggi 991 persone hanno scaricato l’app; abbiamo una media di 132 persone che ogni giorno ci entrano; vengono visitate giornalmente circa 2.233 pagine. Lo strumento migliorerà, vedrete: ogni tanto buttateci l’occhio; raccogliamo volentieri suggerimenti. 

E adesso, il progetto della Bottega Caritas comune

Adesso stiamo coltivando il progetto della Bottega unica delle Caritas parrocchiali. I centri di ascolto Caritas rimangono nelle singole parrocchie, il servizio di ascolto e presa in carica dei bisogni delle famiglie rimane parrocchiale, ma vorremmo unire le forze nel servizio di distribuzione viveri alle famiglie bisognose.  Sabato 18 aprile alle ore 15.00 presso il saloncino della parrocchia Sant’Antonio Maria Zaccaria ci sarà un incontro “zero”. Il percorso formativo per i volontari inizierà a maggio; questo incontro zero è aperto a tutti: per chi già fa il volontario, per chi vorrebbe farlo, ma anche per chi fosse semplicemente interessato a capire meglio il progetto. Leggeremo una pagina di Vangelo, riprenderemo in mano l’Esortazione “Dilexi te” di papa Francesco, e poi illustreremo come ci piacerebbe funzionasse la Bottega e di cosa avrà bisogno. Fatevi avanti! Abbiamo bisogno di volontari.

Segno di speranza

In un mondo ove le famiglie si dividono, dove le nazioni si fanno la guerra, realizzare una famiglia di 4 parrocchie, in cui ogni sorella rimane se stessa e ci si aiuta a fare insieme alcune cose… beh, tutto questo diventa un segno di speranza.

Don Davide