Confronto tutti insieme con alcune domande per stuzzicare il dialogo:
1. Abbiamo la percezione dell’importanza/necessità delle commissioni
all’interno del processo decisionale circa le scelte pastorali che
dobbiamo prendere?
2. Come far nascere una commissione? Quali i criteri di scelta dei suoi
membri e chi li nomina?
3. E’ opportuno che una commissione renda conto del proprio lavoro al
consiglio pastorale e all’assemblee? Come rendere conto?
4. Commissioni stabili e temporanee: Chi le coordina? Il parroco, un prete,
un laico, un membro del consiglio pastorale?
5. La rappresentatività delle parrocchie nelle commissioni è un criterio da
salvaguardare? Quanto i membri del consiglio pastorale dovranno
essere presenti nelle commissioni?
Diverse posizioni sulla natura delle commissioni:
1. per alcuni hanno una vocazione perlopiù operativa, la “messa a terra”
delle decisioni prese in consiglio pastorale;
2. per altri la commissione ha una natura anche di pensiero, poiché la
sua missione principale è quella di “ricerca” di possibili risposte alle
domande della Comunità/del territorio.
Ulteriore elemento che per alcuni caratterizza la Commissione è la
trasversalità alle diverse Parrocchie: le commissioni per loro natura
dovrebbero essere espressione della Comunità Pastorale
Sarebbe interessante che la commissione non si limiti ad includere gli
“addetti ai lavori” (operatori pastorali), ma che allarghi la partecipazione
anche a coloro che sono più ai margini della comunità e magari anche ai
potenziali “utenti/interessati” al tema/servizio esplorato
È importante identificare un coordinatore (non necessariamente sacerdote)
che svolga anche un ruolo di collegamento con Diaconia e Consiglio Pastorale
È importante che il Consiglio Pastorale sia aggiornato sulle iniziative in corso
nelle diverse Parrocchie generando così un flusso ed uno scambio continuo.

