Editoriale del 11.01.2026



PER LA PACE: NUOVO LINGUAGGIO, NUOVO PENSIERO

Iniziamo il 2026 parlando di Pace. Nelle feste del Natale abbiamo celebrato la
nascita del Salvatore, facendoci sorgere questo grande desiderio della pace. Possa
quel Gesù bambino, contemplato in tutta la sua innocenza, essere l’immagine di una
ricerca della pace «disarmata e disarmante», come ci ha ricordato, fin dall’inizio,
Papa Leone.
Scrive il papa nel suo Messaggio per la Giornata della pace (1° gennaio 2026):
«La pace di Gesù risorto è disarmata, perché disarmata fu la sua lotta, entro precise
circostanze storiche, politiche, sociali. Di questa novità i cristiani devono farsi,
insieme, profeticamente testimoni, memori delle tragedie di cui troppe volte si sono
resi complici».
Il Papa ci invita a formare le coscienze, ma è un lavoro controcorrente: «Invece
di una cultura della memoria, che custodisca le consapevolezze maturate nel
Novecento e non ne dimentichi i milioni di vittime, oggi si promuovono campagne di
comunicazione e programmi educativi, in scuole e università, così come nei media,
che diffondono la percezione di minacce e trasmettono una nozione meramente
armata di difesa e di sicurezza».
Facciamoci un esame di coscienza: quante volte, con il nostro linguaggio,
veicoliamo un’idea della vita e della società come una giungla nella quale serve
difendersi? Il Papa aggiunge un rilievo che fa pensare: «Quando trattiamo la pace
come un ideale lontano, finiamo per non considerare scandaloso che la si possa
negare e che persino si faccia la guerra per raggiungere la pace. Se la pace non è
una realtà sperimentata e da custodire e da coltivare, l’aggressività si diffonde nella
vita domestica e in quella pubblica […] Sembrano mancare le idee giuste, le frasi
soppesate, la capacità di dire che la pace è vicina».
Ecco, noi vogliamo seguire questi pensieri di pace del papa con un mini
percorso di tre incontri serali
(16 gennaio, 30 gennaio, 13 febbraio) intitolato Semi
di pace oggi. Democrazia, economia, cooperazione.
La Comunità pastorale li propone per aiutarci a trovare le idee e le parole
giuste per dire «che la pace è vicina»
; la pace non è un ideale lontano, ma
appunto: è un’esperienza vicina, e noi l’abbiamo incontrata, nella persona di Gesù di
Nazaret. Vi invito tutti.

don Davide