Sputi sui sacerdoti e aggressioni: nella Città Santa i cristiani vivono da perseguitati

Sputi sui sacerdoti e aggressioni: nella Città Santa i cristiani vivono da perseguitati

Giovedì 18 giugno vivremo la serata Sotto il tendone, in Samz, sul tema “Ci sarà mai pace in Terrasanta?”. Il clima generale è difficile. Vi segnaliamo su Avvenire un interessante articolo che fotografa un clima molto esasperato, in Israele: il massacro voluto da Hamas il 7 ottobre 2023 e la risposta violentissima del governo israeliano, negli anni successivi, hanno spinto la situazione verso la rottura.

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«Non odio chi mi ha accoltellato, ho compassione di loro e  li abbraccio»

«Non odio chi mi ha accoltellato, ho compassione di loro e li abbraccio»

Davide Simone Cavallo è lo studente universitario milanese che ha perso l’uso delle gambe dopo essere stato accoltellato da un gruppo di ragazzi per una banconota da 50 euro, nei paraggi di Corso Como, sette mesi fa. Ha scritto una lettera in cui riflette su quanto è accaduto: uno scritto potente, profondo, sorprendente se pen siamo a cosa e chi ci circonda. Andate al link sul sito della Chiesa di Milano: https://www.chiesadimilano.it/news/attualita/non-odio-chi-mi-ha-accoltellato-ho-compassione-di-loro-e-li-abbraccio-2872723.html

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“Le nostre madri, i nostri figli: siamo tutti in cerca di grazia

“Le nostre madri, i nostri figli: siamo tutti in cerca di grazia

Dai genitori del neonato affidato alla Provvidenza in una “Culla per la Vita” ai giovani che cercano aiuto dialogando con i “chatbot” emerge un grande bisogno d’amore affidato alle parole «Mi dicono che una madre ha lasciato suo figlio in una culla per la vita, a Bergamo, che ha affidato la sua creatura a una qualche idea di provvidenza. Mi dicono anche che tanti adolescenti si stanno affidando a chatbot di intelligenza artificiale per affrontare le loro paure esistenziali, mi immagino fragili parole lanciate nel mare artificiale del Web, messaggi in bottiglie che nessuna mano aprirà mai. Sembrano notizie distanti, sembrano non avere legame, eppure qualcosa in me le avvicina…» Leggete su Avvenire questa bellissima riflessione di don Alessandro Deho’: https://www.avvenire.it/idee-e-commenti/le-nostre-madri-i-nostri-figli-siamo-tutti-in-cerca-di-grazia_107371

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«Cari papà, siate voi stessi. Come san Giuseppe»

«Cari papà, siate voi stessi. Come san Giuseppe»

Il legame con i figli, il compito educativo, la consapevolezza di sé, il rapporto con le mamme...: Leggete la lettera del vescovo di Trieste a tutti i papà per la loro festa (19 marzo). Mons. Trevisi chiama i padre «semplicemente educatori perché ad ogni stagione ci sia sempre una meta che motivi a proseguire il cammino. Accompagnatori che danno la serenità di non essere soli. Capaci di incoraggiare di fronte alle sfide che si presentano ad ogni età, ma senza sostituirsi ai figli nei passi e nelle fatiche che il loro cammino comporta».

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Ragazzi, vi aspettiamo per cambiare il mondo

Ragazzi, vi aspettiamo per cambiare il mondo

Dal sito di “Vita e Pensiero” – la casa editrice dell’Università Cattolica – riprendiamo questo straordinario discorso dello scrittore Colum McCann: si rivolge ai giovani consigliando loro di essere ottimisti, perché sono la speranza: “Noi faremo grandi progressi nelle vostre mani”.

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Minneapolis, Torino e il falso dilemma della sicurezza

Minneapolis, Torino e il falso dilemma della sicurezza

Minneapolis prima, oggi Torino. Le città sembrano più insicure, i cittadini più soli, impauriti e disorientati. Riemerge così una vecchia ricetta, apparentemente semplice: più sicurezza in cambio di meno libertà, oppure più libertà accettando un contesto meno sicuro. Ma siamo certi non stiamo usando questo schema per evitare di affrontare un vuoto più profondo?

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Gli Usa di Trump ricordano l'Italia dopo la marcia su Roma

Gli Usa di Trump ricordano l'Italia dopo la marcia su Roma

Il predominio della forza sulla regola di diritto (il sopruso un tempo esercitato ma negato e coperto da finzioni) oggi è prepotentemente esercitato senza veli, proclamato e rivendicato. Le analogie con il primo governo Mussolini (1922-24) sono illustrate su “Avvenire” da un articolo di Paolo Borgna, già Procuratore della Repubblica aggiunto a Torino. Andate al link:

P Paola Alfonsi
Il grande discorso di Mark Carney  sulla situazione internazionale

Il grande discorso di Mark Carney sulla situazione internazionale

Venerdì 16 gennaio abbiamo ospitato Fabio Pizzul, presidente dell’Ambrosianeum, che ci ha proposto una lettura di grande interesse sulla situazione politica internazionale e sulle sfide a cui è chiamata, oggi, la democrazia. Riprendiamo l’argomento proponendovi il grande discorso tenuto qualche giorno fa, nel recente Forum internazionale di Davos, dal premier canadese Mark Carney. «Siamo nel mezzo di una rottura» – ha affermato – quella «dell’ordine internazionale basato sulle regole, e costruito su norme, trattati e istituzioni come l’Onu». È tempo di prenderne atto, e di «agire insieme perché se non siedi al tavolo sei nel menu». Leggete il discorso di Carney a questo link:

P Paola Alfonsi
Crans Montana, noi e il grido muto di una generazione di giovani

Crans Montana, noi e il grido muto di una generazione di giovani

«Assistere a queste morti ci pone in un confronto dirompente con il senso della vita, con le domande ultime, con quel controsenso infinito tra la forza e la vitalità proprie della giovi nezza e la morte e con quel senso di ingiustizia che è insito nello spirare degli innocenti. E allora che dire? Forse è proprio questo quello che ci tormenta: dobbiamo dire qualcosa, elaborare, commentare. Anche noi che ci annoveriamo tra i credenti vorremmo avere una risposta, una parola, un consiglio almeno. Ma quale?» Leggete il seguito dell’articolo di Cristina Vonzun sul sito della Chiesa Cattolica svizzera:

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Dentro le carceri

Dentro le carceri

Le carceri sono un’emergenza sociale. Non riescono a rieducare i condannati come prescrive la Costituzione e anzi, spesso sono luoghi di disperazione. Sale il numero di suicidi, crescono aggressioni e violenze dietro le sbarre; tra i reclusi si diffondono disturbi psichici e dipendenze da alcol e droga. Mancano agenti ed educatori. Le giornate in cella non passano mai: niente lavoro, le attività ludiche, sportive, culturali e di istruzione sono insufficienti e quindi rabbia, dolore e solitudine aumentano, fino a far precipitare nel baratro i più vulnerabili.

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